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È vero che le donne sognano di più degli uomini?
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È vero che le donne sognano di più degli uomini?

Avresti mai pensato che potessero esistere delle differenze tra uomini e donne per quanto riguarda i sogni? Se la risposta è no, allora potrebbe stupirti sapere che, secondo recenti autorevoli studi (vedi quello pubblicato sul Cell Biology International da Till Roenneberg dell’Università di Monaco e ripreso da Famiglia Cristiana), le donne sognano più degli uomini. Non solo, dati della ricerca alla mano le donne avrebbero anche una qualità del sonno decisamente migliore rispetto agli uomini. In media le donne riuscirebbero a dormire più di sette ore al giorno mentre gli uomini tendono progressivamente a subire una perdita di qualità nel sonno attestandosi su una media si sei ore soprattutto dopo gli ottant’anni d’età.

Quanto è importante la qualità del sonno

Si sogna di tutto, dai ragni alla casa, dalla perdita dei denti a una vincita inaspettata. Sei curioso di conoscere il significato di un sogno fatto di recente? (https://www.oroscopissimi.it/significato-dei-sogni/significato-dei-sogni.htm) Sei in buona compagnia in quanto l’uomo si interroga sull’interpretazione dei sogni ormai da millenni. Solo di recente però sono state fatte ricerche con metodi scientifici verificabili sulla qualità del sonno e, come abbiamo visto, alcune di queste ricerche hanno portato a risultati davvero sorprendenti. Il fatto che le donne dormano di più e meglio infatti si traduce anche in un primato a livello quantitativo. Dal momento che sogniamo in tutte le fasi del sonno infatti è logico che le donne sognino di più. Del resto la qualità del sonno ha ripercussioni molto importanti sul benessere psicofisico dell’individuo quindi sarebbe molto importante capire qualcosa in più sul funzionamento dei sogni.

Perché le donne sognano di più?

Se la ricerca succitata ha dimostrato che le donne dormono di più degli uomini, e quindi sognano di più, resta ora da capire quali possono essere i motivi. Secondo la ricerca un ruolo decisivo in questo senso sarebbe da ricercarsi nell’azione biologica degli ormoni. Un’altra possibile spiegazione è che le donne devono barcamenarsi tra faccende di casa, gestione della famiglia, studio e lavoro. Questo potrebbe quindi tradursi in un carico di fatica tale da predisporre le donne a una maggior “complicità” con il sonno stesso. Del resto la scienza pare confermare questa conclusione suggerendo che le donne abbiano un rapporto migliore con il sonno a tutte le età tranne che nell’infanzia. Esistono poi significative differenze tra uomini e donne anche per quanto riguarda la memoria dei sogni. Secondo diversi studi infatti le donne riuscirebbero a ricordare molti più dettagli dei sogni proprio a causa di un diverso approccio a quello che potremmo definire il “mondo onirico”. Le donne avrebbero maggiore attenzione ai sogni e riuscirebbero quindi a valorizzarli meglio e quindi a ricordarli di più e a raccontarli con maggiore convinzione. Non solo, è scientificamente provato che parlare dei propri sogni stimoli l’empatia nell’altro e le donne eccellono in questa straordinaria capacità.

Le donne e il rapporto con la fase REM

Studi alla mano la differenza tra uomini e donne per quanto riguarda il loro rapporto con il sonno emerge anche quando si parla di brevi pisolini. In particolare le donne avrebbero una maggiore facilità di ingresso nella “fare REM” all’interno della quale, come sappiamo, l’esperienza onirica diventa più strutturata e impattante. Anche i sogni delle donne sembrerebbero essere molto più intensi e intimi rispetto agli uomini e hanno spesso come oggetto questioni o discussioni rimaste in sospeso fino a quel momento. Non solo, molti studi hanno anche dimostrato come per quanto riguarda le donne anche le manifestazioni fisiche dell’esperienza onirica siano del tutto peculiari. Mentre infatti negli uomini nella fase REM i muscoli sono immobili, nelle donne durante questa fase si registra spesso e volentieri anche l’attività di alcuni muscoli facciali.

Differenze nell’esperienza onirica tra uomini e donne

Insomma, le donne non solo sognano di più rispetto agli uomini ma lo fanno anche in modo del tutto diverso. Le donne infatti avrebbero una spiccata tendenza a sognare in prima persona, ovvero a essere esse stesse le protagoniste del sogno. Gli uomini, al contrario, sognano molto più spesso in terza persona, come se fossero degli spettatori del sogno. Cambia logicamente anche che cosa si sogna con le donne che hanno una predilezione per amici, familiari e bambini e gli uomini che sognano più spesso di quanto non si pensi episodi di violenza e aggressione. Alla luce di tutto questo molti studiosi si sono spinti fino a suggerire che le differenze sui contenuti dei sogni tra uomini e donne siano influenzati anche e soprattutto dalla cultura e dal contesto di appartenenza. Questo significa che le donne e gli uomini sognano cose diverse anche a seconda del loro luogo di appartenenza e del loro ruolo sociale. Le differenze di sesso in merito al mondo onirico comunque investono anche gli incubi. Le donne, studi alla mano, avrebbero in media molti più incubi rispetto agli uomini e avrebbero anche una intensità maggiore. Inoltre la scienza ha anche dimostrato che uomini e donne che vanno a dormire molto tardi hanno anche di solito una più alta probabilità di fare incubi rispetto a chi va a dormire presto.

Le regole del guardaroba perfetto
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Le regole del guardaroba perfetto

Dal look alla location, all’allestimento interno al movimento dell’anta, guida alla scelta del contenitore più adatto.

1. Stile

Classico, romantico o design? Valorizzato da maniglie importanti oppure liscio e “mimetico” come una parete di casa? Alla stregua di un abito, l’armadio deve corrispondere al gusto personale. Al momento di scegliere, però, bisogna ricordarsi che si tratta di un investimento a lungo termine: deve durare negli anni e non si può dismettere a fine stagione come un vestito da poco.

Stabilite le dimensioni di massima, in relazione allo spazio disponibile e alla capienza necessaria al proprio guardaroba, l’estetica andrà valutata in base allo stile d’arredo della camera. Sempre meglio prepararsi all’acquisto documentandosi anche online dopo una prima selezione, il consiglio è di contattare l’azienda produttrice e chiedere l’indirizzo del punto vendita più vicino, per vedere ii prodotto di persona.

2. Struttura

Normalmente in legno, può essere in pregiato massello oppure in composito di vari tipi, dal tamburato al multistrato, fino al medium density per la finitura esterna si spazia dal tutto legno all’impiallacciato nelle varie essenze, ai più diffusi laccato e laminato in molteplici tonalità.

Anche la finitura a specchio ha i suoi fans, tra vanitosi e desiderosi di dilatare visivamente le dimensioni dell’ambiente con il gioco dei riflessi. Strategica la scelta fra le tre tipologie di anta. Le classiche a battente ruotano su cerniere come una porta e comportano ii relativo ingombro in apertura. Meno diffuse quelle a libro, ripiegabili (normalmente in due), per mantenere l’estetica delle ante battenti in metà spazio.

Di tendenza le scorrevoli (e la loro più tecnologica versione “complanare”), dai molteplici vantaggi: non occupano spazio, permettono di realizzare all’interno vani più ampi (in quanto privi delle spalle che reggono le ante tradizionali) e meglio attrezzabili. Inconvenienti? Non possono essere aperte simultaneamente per vedere tutto il contenuto dell’armadio.

3. Attrezzatura

Fondamentale per la sistemazione ottimale di abiti, pantaloni, golf, camicie e biancheria e per trovare con facilità ciò che si cerca anche la mattina presto, quando vestirsi e un’operazione da compiere a tempo di record. E’ bene stilare un elenco delle proprie esigenze prima di scegliere gli accessori interni, oggi sempre più personalizzabili.

Barre e ripiani andranno alternati tenendo conto della quantità di indumenti da appendere o da posare piegati, considerate anche il cambio di stagione. Indispensabili i cassetti per la biancheria, ma esistono pure sistemi scorrevoli per disporre ordinatamente le camicie o appendere i pantaloni.

Per un comodo accesso ai vani alti, utili i sistemi appendiabiti a barra reclinabile. Optional interessante: il sistema di illuminazione interna, che permette di distinguere a colpo sicuro forme e colori.

4. Posizionamento

Va deciso prima dell’acquisto, calcolando tutte le misure del locale, in particolare gli spazi residui tra armad1 e letto o eventuale cassettiera. In caso di dubbio, meglio chiedere al mobiliere di fare un sopralluogo, di norma già previsto al momento dell’ordine.

5. Cabina Armadio

Il sogno della donna (e dell’uomo, of course), che vorrebbe avere tutto a portata di vista. Un tempo si definiva cabina armadio un vano autonomo, grande almeno 3 mq. Oggi può essere configurata in questo modo anche solo una parte della camera o addirittura una singola parete, magari chiusa da ante scorrevoli.

Versatile, la cabina prevede una struttura base da attrezzare con barre, ripiani, cassetti. Libera la scelta tra dotazioni di lusso e semplicità low cost. Sempre preziose le scatole, in tessuto, cartone o plastica, per disporre capi delicati e di stagione.