Idee originali per decorare le pareti
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Idee originali per decorare le pareti

L’arredamento d’interni è diventato uno sport che molte persone si stanno applicando alla pratica. Così troviamo case con varie decorazioni. I codici sono ora rotti e non ci sono più decorazioni passe-partout. Ognuno fa la propria decorazione secondo ciò che gli piace. Questo è ciò che vediamo oggi, decorazioni murali che sono completamente l’opposto di quello che vedevamo prima. La modernità non ha solo interferito con il nostro stile di vestire. Ci è voluto del tempo per colonizzare tutta la nostra vita. Ecco alcune idee per decorazioni murali originali per il vostro piacere di visione.

Collocare un’opera d’arte insolita

Per realizzare una decorazione murale originale, non c’è niente di meglio che partire da un’opera d’arte. Quest’idea, sebbene classica, è ancora attuale. In realtà, tutto dipende dal lavoro stesso. È fuori questione andare a cercare un’opera d’arte completamente priva di gusto. Bisogna comprare arte moderna. Una decorazione murale originale ha bisogno di una tela moderna, vivace, espressiva e astratta. Non tutti capiscono sempre l’arte, ma quando si sa come scegliere, almeno 3 persone su 5 saranno in grado di farsi un’idea del messaggio.

Utilizzo di un design moderno della carta da parati

L’idea della carta da parati non smetterà mai di essere un’idea originale. Viene prodotto ogni anno, nuovi disegni, ognuno più bello dell’altro. Troverete anche degli sfondi su cui sono disegnati i loghi di alcune marche. L’idea è quella di coprire una parete con carta da parati, non un’intera stanza. Quando un singolo muro è monopolizzato, è facile vedere l’originalità della cosa. Quando la carta da parati è ben posata, non si sa se si tratta di carta o di un disegno fatto sul muro stesso. E’abbastanza originale e interessante quando è posizionato solo su una parete principale.

Montaggio di una parete di specchi

Per decorare una parete, gli specchi non fanno un brutto quadro. Tuttavia, bisogna saper scegliere. Dovreste scegliere specchi con cornici attraenti. Gli specchi si noteranno attraverso queste cornici. Prestare attenzione anche alle dimensioni degli specchi. Non c’è bisogno di spendere soldi per grandi specchi, sono meglio per la camera da letto o il bagno. Quelli che potete usare qui sono i piccoli specchi. Non dimenticate che la bellezza della decorazione dipenderà anche dalla disposizione dei diversi specchi.

Mettere su mensole di legno

Un’altra idea originale è la mensola di legno. È possibile avere diversi ripiani in legno su cui mettere molti gingilli. Gli scaffali non devono avere la forma lunga e dritta da cui li conosci. Puoi farne un’arte. Ci sono molte idee ispiratrici in rete. Se necessario, chiedete consiglio al vostro falegname. Potrebbe essere in grado di suggerire le ultime tendenze. Assicuratevi che sappia meglio di voi quello che si sta facendo ora.

Materiali adeguati per insonorizzare la propria abitazione
Fai da te

Materiali adeguati per insonorizzare la propria abitazione

Nelle abitazioni la presenza di rumori provenienti dall’esterno o dall’interno può essere un elemento di forte disagio e causare stress alle persone.

La maggior sensibilità delle persone nella protezione degli edifici dai rumori ambientali, affiancata alla normativa nazionale, ha posto in primo piano la problematica acustica in tutti i suoi aspetti.

Quando ci si accinge ad affrontare il problema della protezione dal rumore degli edifici, inevitabilmente, si ha a che fare con diversi aspetti che riguardano il rumore e la sua propagazione.

I rumori, infatti, non sono tutti uguali, così come non sono uguali i modi in cui essi si generano e si propagano.

Entrando nello specifico possiamo affermare che l’isolamento acustico di ciascun elemento dell’edificio deve tener conto di due macrotipologie di rumore: rumore aereo (es.: impianto stereo) e rumore impattivo (es.: calpestio).

Quali interventi possono essere effettuati contro il rumore?

Occorre innanzitutto sapere che si parla di fonoisolamento, nel caso in cui l’edificio debba essere isolato dai suoni provenienti dal mondo esterno o da altre abitazioni, e di fonoassorbimento quando si interviene direttamente all’interno dell’unità abitativa per attenuare l’impatto acustico generato da eventuali sorgenti sonore presenti.

In particolare il fonoassorbimento indica la capacità di un materiale di assorbire il rumore riducendo il riverbero del suono all’interno degli ambienti.

Ci sono due metodi per proteggersi: il primo consiste nel realizzare sulle singole abitazioni un adeguato isolamento acustico, quello che potremmo chiamare una sorta di “involucro fonoisolante” che interessa la globalità dell’abitazione (pareti e tetti); il secondo metodo consiste invece nello schermare le fonti di rumore e quindi gli edifici all’interno dei quali tale rumore si genera e poi si diffonde.

Per meglio comprendere l’importanza della tutela nei confronti del fenomeno dell’inquinamento acustico e delle ripercussioni sul benessere della persona è interessante richiamare l’attenzione sulla recente sentenza n. 2715/07 del 23 aprile 2007, in cui il Tribunale di Torino ha condannato un costruttore a restituire agli acquirenti una parte del prezzo pagato per l’acquisto di un appartamento, a causa dell’insufficiente isolamento acustico del soffitto che causava rumori da calpestio superiori ai limiti di legge.

Per valutare l’idoneità delle misure di insonorizzazione dell’alloggio, il Tribunale ha disposto una perizia tecnica: il CTU ha fatto riferimento alle norme del DPCM 5/12/1997 “Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici” che impongono per gli edifici residenziali un potere fonoisolante delle partizioni verticali di almeno 50 decibel, e un limite del rumore di calpestio di solai di 63 decibel. Ha quindi riscontrato per le pareti interne un valore di 51 decibel (da considerarsi accettabile) e un valore di 70 decibel per rumore proveniente dai soffitti: quest’ultimo valore è superiore al doppio rispetto al tetto massimo consentito dalla legge, in considerazione del fatto che la scala utilizzata per la misurazione progredisce in forma logaritmica.

L’emanazione del D.P.C.M. 5/12/97 sta avendo un impatto molto importante nel mondo delle costruzioni sia per l’impulso dato nella ricerca e sviluppo di materiali e tecnologie in grado di far fronte alle richieste più restrittive determinate dai nuovi limiti, sia per l’incertezza relativa ad alcuni aspetti controversi e di difficile interpretazione.

È vero che le donne sognano di più degli uomini?
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È vero che le donne sognano di più degli uomini?

Avresti mai pensato che potessero esistere delle differenze tra uomini e donne per quanto riguarda i sogni? Se la risposta è no, allora potrebbe stupirti sapere che, secondo recenti autorevoli studi (vedi quello pubblicato sul Cell Biology International da Till Roenneberg dell’Università di Monaco e ripreso da Famiglia Cristiana), le donne sognano più degli uomini. Non solo, dati della ricerca alla mano le donne avrebbero anche una qualità del sonno decisamente migliore rispetto agli uomini. In media le donne riuscirebbero a dormire più di sette ore al giorno mentre gli uomini tendono progressivamente a subire una perdita di qualità nel sonno attestandosi su una media si sei ore soprattutto dopo gli ottant’anni d’età.

Quanto è importante la qualità del sonno

Si sogna di tutto, dai ragni alla casa, dalla perdita dei denti a una vincita inaspettata. Sei curioso di conoscere il significato di un sogno fatto di recente? Sei in buona compagnia in quanto l’uomo si interroga sull’interpretazione dei sogni ormai da millenni. Solo di recente però sono state fatte ricerche con metodi scientifici verificabili sulla qualità del sonno e, come abbiamo visto, alcune di queste ricerche hanno portato a risultati davvero sorprendenti. Il fatto che le donne dormano di più e meglio infatti si traduce anche in un primato a livello quantitativo. Dal momento che sogniamo in tutte le fasi del sonno infatti è logico che le donne sognino di più. Del resto la qualità del sonno ha ripercussioni molto importanti sul benessere psicofisico dell’individuo quindi sarebbe molto importante capire qualcosa in più sul funzionamento dei sogni.

Perché le donne sognano di più?

Se la ricerca succitata ha dimostrato che le donne dormono di più degli uomini, e quindi sognano di più, resta ora da capire quali possono essere i motivi. Secondo la ricerca un ruolo decisivo in questo senso sarebbe da ricercarsi nell’azione biologica degli ormoni. Un’altra possibile spiegazione è che le donne devono barcamenarsi tra faccende di casa, gestione della famiglia, studio e lavoro. Questo potrebbe quindi tradursi in un carico di fatica tale da predisporre le donne a una maggior “complicità” con il sonno stesso. Del resto la scienza pare confermare questa conclusione suggerendo che le donne abbiano un rapporto migliore con il sonno a tutte le età tranne che nell’infanzia. Esistono poi significative differenze tra uomini e donne anche per quanto riguarda la memoria dei sogni. Secondo diversi studi infatti le donne riuscirebbero a ricordare molti più dettagli dei sogni proprio a causa di un diverso approccio a quello che potremmo definire il “mondo onirico”. Le donne avrebbero maggiore attenzione ai sogni e riuscirebbero quindi a valorizzarli meglio e quindi a ricordarli di più e a raccontarli con maggiore convinzione. Non solo, è scientificamente provato che parlare dei propri sogni stimoli l’empatia nell’altro e le donne eccellono in questa straordinaria capacità.

Le donne e il rapporto con la fase REM

Studi alla mano la differenza tra uomini e donne per quanto riguarda il loro rapporto con il sonno emerge anche quando si parla di brevi pisolini. In particolare le donne avrebbero una maggiore facilità di ingresso nella “fare REM” all’interno della quale, come sappiamo, l’esperienza onirica diventa più strutturata e impattante. Anche i sogni delle donne sembrerebbero essere molto più intensi e intimi rispetto agli uomini e hanno spesso come oggetto questioni o discussioni rimaste in sospeso fino a quel momento. Non solo, molti studi hanno anche dimostrato come per quanto riguarda le donne anche le manifestazioni fisiche dell’esperienza onirica siano del tutto peculiari. Mentre infatti negli uomini nella fase REM i muscoli sono immobili, nelle donne durante questa fase si registra spesso e volentieri anche l’attività di alcuni muscoli facciali.

Differenze nell’esperienza onirica tra uomini e donne

Insomma, le donne non solo sognano di più rispetto agli uomini ma lo fanno anche in modo del tutto diverso. Le donne infatti avrebbero una spiccata tendenza a sognare in prima persona, ovvero a essere esse stesse le protagoniste del sogno. Gli uomini, al contrario, sognano molto più spesso in terza persona, come se fossero degli spettatori del sogno. Cambia logicamente anche che cosa si sogna con le donne che hanno una predilezione per amici, familiari e bambini e gli uomini che sognano più spesso di quanto non si pensi episodi di violenza e aggressione. Alla luce di tutto questo molti studiosi si sono spinti fino a suggerire che le differenze sui contenuti dei sogni tra uomini e donne siano influenzati anche e soprattutto dalla cultura e dal contesto di appartenenza. Questo significa che le donne e gli uomini sognano cose diverse anche a seconda del loro luogo di appartenenza e del loro ruolo sociale. Le differenze di sesso in merito al mondo onirico comunque investono anche gli incubi. Le donne, studi alla mano, avrebbero in media molti più incubi rispetto agli uomini e avrebbero anche una intensità maggiore. Inoltre la scienza ha anche dimostrato che uomini e donne che vanno a dormire molto tardi hanno anche di solito una più alta probabilità di fare incubi rispetto a chi va a dormire presto.

L’intonaco come una volta
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L’intonaco come una volta

Il rivestimento per le murature si realizza con malta. Questo prodotto è il risultato di una miscela di elementi diversi, quali leganti e inerti. Tra i primi è utilizzata di frequente la calce.

L’intonaco si applica alle pareti e ha molte funzioni:

  • regolarizza il supporto murario
  • livella le murature grezze
  • chiude tutti gli interstizi
  • nasconde eventuali discontinuità fra i mattoni della parete

In particolare, protegge le murature esterne degli edifici dall’aggressione degli agenti atmosferici: pioggia, vento, gelo, caldo torrido. Esistono diversi tipi di intonaco, presenti sul mercato in un’ampia gamma. Oggi sono sempre più richiesti quelli realizzati con materie prime naturali.

Da preparare o già pronti

Gli intonaci tradizionali permettono di ottenere un effetto simile a quello dei rivestimenti di una volta. Se ne fa uso, per esempio, nel restauto di edifici di valore artistico, rispettandone quindi l’aspetto original. Si preparano direttamente in cantiere, utilizzando leganti tradizionali, come grassello di calce aerea o calce idraulica naturale, che danno coesione alle sabbie e agli altri materiali inerti.

In alternativa, esistono prodotti premiscelati, allo stato secco o umido. In alcuni casi possono essere già integrati con sabbie. A volte invece, gli inerti vanno aggiunti.

2 tipi di leganti per intonaci diversi

Calce aerea: uno dei prodotti più utilizzati per ottenere gli intonaci è la calce aerea, che fa presa cioè a contatto con l’aria. Si ricava da un lungo processo che inizia con la cottura di rocce calcaree bianche. La calce viva così ottenuta viene spenta con molto acqua. Diventa grassello di calce, viene inviata alle vasche di stagionatura, dove rimane anche per due anni, in modo da idratarsi. Una volta maturo, il prodotto perde tutti i calcinaroli, ovvero i granuli non idratati che possono essere causa di rigonfiamenti e distacco dell’intonaco.

Calce idraulica: per ottenere questo tipo di calce, che indurisce quando viene immersa in acqua, si utilizzano rocce marmose. Vengono cotte in modo da produrre sia calce viva sia componenti idraulici, che caratterizzano questo legante. Serve poi acqua, la cui quantità va calibrata fino a permettere l’idratazione della calce viva senza fare indurire prima del dovuto i composti idraulic.

Naturale è meglio

Per ottenere un buon risultato gli intonaci devono essere facili da miscelare e semplici da posare sulla muratura. Devono garantire, inoltre, una buona tenuta sul supporto e avere un basso indice di ritiro nella fase di indurimento per evitare la formazione di crepe, dette cavillature, nello strato protettivo.

E’ meglio che siano anche discretamente flessibili, per adeguarsi a eventuali movimenti di assestamento del fabbricato senza fessurarsi o distaccarsi. Devono essere anche porosi per garantire un’alta traspirabilità e per smaltire, sotto forma di vapore, l’acqua presente nelle murature.

Quali sono i criteri per la scelta di un robot per piscina
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Quali sono i criteri per la scelta di un robot per piscina

Avere una piscina in casa significa felicità durante il caldo e trascorrere bei momenti con la famiglia. Tuttavia, una cosa è avere una piscina e un’altra è sapere come tenerla sempre pulita. Per questo, anche se avete un pulitore di piscine, non sarà in grado di lavare la piscina nelle sue profondità. Rivolgetevi al robot della piscina per una manutenzione più completa delle vostre piscine. Come sceglierlo?

Cos’è un robot o pulitore per piscine?

Il robot per piscina, anche se non è un’invenzione molto recente, è ancora poco conosciuto dal grande pubblico. È una macchina automatica che facilita la manutenzione del fondo delle piscine. Sappiamo tutti che quando viene fatta manualmente, la manutenzione di una piscina rimane superficiale. I pulitori per piscine sono stati quindi creati per pulire l’intera superficie della piscina. Con un robot per piscina, non è più necessario lottare per rimuovere le foglie cadute accidentalmente nella piscina. Si occupa di tutto. Ecco alcuni criteri per la scelta del pulitore della piscina.

Fonte: prontopiscine.it

Alcuni criteri da seguire nella scelta di un robot per piscina

Per scegliere il vostro robot da piscina, dovete assolutamente tenere conto di un certo numero di criteri. Altrimenti, potete acquistare un robot per piscina che non è affatto adatto alla vostra piscina e alle vostre esigenze.

Lo spazio di utilizzo

Non tutti i robot da piscina possono pulire le stesse aree. Mentre alcuni fanno fatica a pulire i fondi delle piscine, altri riescono a farlo facilmente. Prima di acquistare il vostro robot per piscina, dovreste conoscere il tipo di pavimento che può pulire. Inoltre, è necessario conoscere il tipo di pavimento che si trova sul fondo della piscina. Questo vi renderà più facile la scelta.

Il criterio dello spazio di utilizzo tiene conto anche della forma della piscina. Alcuni robot da piscina non possono muoversi facilmente in piscine inclinate e angolate. Se la vostra piscina ha queste caratteristiche, assicuratevi di specificarle durante l’acquisto. In questo modo, vi sarà consigliato il giusto robot per la piscina.

Il tipo di pulitore per piscine

Ci sono diversi tipi di robot da piscina. Ci sono il robot per piscina a pressione idraulica, il robot per piscina ad aspirazione idraulica e il robot elettrico per piscina.

Il robot per piscine a pressione idraulica è uno dei robot per piscine più raccomandati. Utilizza una pompa la cui pressione permette di rimuovere i depositi di sporco dal terreno. Può utilizzare il filtro della piscina o il proprio filtro a seconda del modello.

Il robot idraulico di aspirazione della piscina aspira direttamente le impurità presenti nell’acqua della piscina e poi le rispedisce al filtro della piscina.

Il robot elettrico da piscina è quello che tutti vogliono per le sue buone prestazioni. Utilizza anche un sistema di aspirazione che gli permette di effettuare una pulizia completa.

La velocità di pulizia

Per risparmiare tempo, è sempre meglio avere un robot da piscina fulminante. Quindi non esitate a chiedere un robot veloce per la piscina. Se avete una grande piscina, avrete meno tempo da dedicare alla sua manutenzione.

Luci da esterno caratteristiche e stili
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Luci da esterno: caratteristiche e stili

Nell’ambito degli apparecchi di illuminazione esiste una particolare tipologia di lampade che vengono studiate appositamente per essere posizionate fuori dagli ambienti chiusi della casa e dell’ufficio: stiamo parlando delle luci da esterno.

Ovviamente – data la loro collocazione – devono avere caratteristiche specifiche, che le rendano più resistenti rispetto ai tradizionali apparecchi di illuminazione.

Devono infatti superare le difficoltà causate da pioggia, neve, vento, polvere e basse temperature. Per riconoscere quelle che meglio si adattano alle nostre esigenze, possiamo orientarci esaminando la sigla che caratterizza ognuna di esse e che ne evidenzia la resistenza agli attacchi degli agenti esterni.

Per interpretarla è sufficiente leggere i due numeri che seguono la sigla IP, acronimo di International Protection.

Il primo numero – la cui forbice spazia dallo 0 al 6 – indica il grado di protezione della lampada rispetto ai corpi solidi, come ad esempio la polvere. In questa scala il numero 0 equivale a nessuna protezione, mentre il 6 indica quella massima.

Il secondo numero posizionato alla fine della sigla IP indica invece il grado di permeabilità dei liquidi all’interno della lampada. La numerazione va da 0 ad 8, dove 0 indica la totale permeabilità ed 8 il livello massimo di protezione.

A seconda della sigla riportata su ciascuna lampada possiamo quindi capire il suo grado di resistenza agli agenti atmosferici e scegliere quella più adeguata alle nostre esigenze.

Esistono tanti modelli di lampade in commercio, che si differenziano tra loro per forme, stile e per l’uso a cui sono destinate.

Le luci da esterno possono infatti avere una funzione pratica, ma possono anche essere utilizzate a livello estetico per decorare il parco o il giardino, creando piacevoli effetti visivi e d’atmosfera. A questo fine vengono spesso utilizzati anche alberi ed arbusti, che sono valorizzati attraverso la proiezione di luce direzionata dal basso verso l’alto.

Chi volesse osare affascinanti giochi di luce può scegliere la proposta di Ideal Lux, che con la lampada da parete da esterno della collezione Raggio da vita ad affascinanti combinazioni, sfruttando l’alternanza tra fasci di luce ed ombre.

Chi invece avesse bisogno di faretti da incasso per segnare il passaggio pedonale o quello delle automobili potrebbe scegliere la collezione Jakarta di Massive, studiata per essere carrabile e per illuminare senza ingombro.

Chi invece cercasse una lampada da parete da esterno dal tocco moderno e grintoso, potrebbe optare per la collezione Ledino di Philips, caratterizzata da un corpo in alluminio pressofuso ed un diffusore ad onda in vetro bianco satinato. Un modo nuovo per decorare gli esterni, con una luce bianca intensa capace di illuminare ampi spazi.

Letto come sceglierlo
Arredamento

Letto: come sceglierlo

Nella maggior parte dei casi l’acquisto del letto è una scelta definitiva. La sua comodità dipende dalla solidità della struttura e dalla confortevolezza del materasso e del sostegno: è quindi meglio acquistarli insieme. Se invece lo si fa in momenti differenti, è importante verificare sempre la compatibilità fra le loro dimensioni e caratteristiche.

Quando è naturale?

Vengono definiti naturali o ecologici i modelli in letto in legno, privi di parti metalliche, e con finiture atossiche. Queste informazioni si possono trovare sulla scheda prodotto, compilata dalle aziende e allegata al mobile letto.

Materiali

La struttura, compresi i piedini se ci sono, è in genere realizzata completamente in legno, massello o in massello lamellare. Altre parti del letto come la testiera, possono essere anche in multistrato. Se ci sono rivestimenti tessili, sono realizzati con tessuti naturali.

Rete e materasso

Oltre che per la struttura, il legno viene utilizzato come supporto per il materasso. La rete infatti è in genere costituita da listoni in multistrato, spesso di faggio, che rendono l’appoggio elastico ma allo stesso tempo sufficientemente rigido per sorreggere bene il corpo.

Solo incastri

Le diverse parti della struttura sono tenute insieme mediante incastri, senza utilizzo di viti o altre parti metalliche, per non aumentare i campi magnetici naturali. Queste vengono sostituite da viti o spine, anch’esse realizzate in legno, che permettono di assemblare il letto anche da soli e di smontarlo facilmnte.

Finiture

Si tratta non solo di resine e cere ma anche di vernici, per esempio poliutetaniche. Hanno una composizione a bassissimo contenuto di solventi. Grazie ai processi di lavorazione più veloci, risultano atossiche sia in fase di produzione sia per il consumatore.

Come scegliere la testata del letto

A seconda di come è realizzato il letto, la testata può costruire il quarto lato della struttura e contribuire quindi la sua stabilità. Oppure essere applicata al giroletto e avere solo una funzione estetica. In entrambi i casi dve avere comunque un minimo di flessibilità. Al momento dell’acquisto bisogna verificare che non copra eventuali prese di corrente, soprattutto se sporge lateralmente.

Aggiungere la testata in un secondo tempo, di solito non è possibile. In alcuni casi si può invece completare con cuscini, per rendere più confortevole l’appoggio della testa. Se sono abbinati alla biancheria, cambiando i coordinati tessili anche la stanza avrà un aspetto diverso.

Come sistemare il letto

Quando si sceglie il letto bisogna ovviamente tenere conto delle dimensioni della stanza, considerando anche l’ingombro del resto dell’arredamento e degli spazi di movimento. Ai lati del letto ci deve essere uno spazio minimo di 50 cm, per consentire il passaggio e per sistemare il comodino. Per avere l’armadio di fronte, fra i due ci devono essere 50 cm, se questo ha le ante scorrevoli, e almeno 70 cm, se sono invece a battente.

Se vicino c’è una cassettiera serve uno spazio maggiore, circa 1 metro, per consentire l’apertura e l’accesso agevole ai cassetti. La sistemazione del letto al centro della stanza è poco comune perché richiede ambienti molto ampi. Per questa disposizione è comunque meglio scegliere modelli con la testata, per evitare che il cuscino casa a terra e per avere un sostegno per la testa quando si legge.

Bisogna anche considerare che, non essendoci una parete d’appoggio, ci possono essere problemi per collegare la lampade da lettura alla presa di corrente, con il rischio, se questa è molto lontana, di avere fili in mezzo alla stanza.

Il sostegno adatto per il letto

Per garantire un buon riposo il letto deve essere associato a un sostegno adeguato. Sono sempre più diffusi i supporti in legno, che rispondono bene alle pressioni del corpo e, rispetto alle reti in metallo, sono più igienici. Inoltre, secondo le teorie della bioarchitettura sono ritenuti più salutari perché riducono i campi magnetici.

Possono essere costituiti da doghe o da pannelli continui con file di piccoli fori o fessure, per garantire l’aerazione del materasso.

Le misure dei letti

Anche se esistono materassi di dimensioni standard, è molto aumentata la produzione di quelli con misure differenti, adeguate ai nuovi tipi di letti. La dimensione di questi dipende dal tipo di struttura. Ne esistono infatti con base larga come il materasso, e altri invece con bordo sporgente. Nell’abbinare letto e materasso, in questo caso, è bene comunque verificare la grandeza della rete.

I letti matrimoniali

La misura minima per un letto matrimoniale è 160×190 cm, che corrisponde alle dimensioni di due materassi singoli abbinati. Ne esistono però anche di dimensioni ridotte. Si tratta per esempio dei cosiddetti letti alla francese che sono larghi in genere 140 cm, poco di più dei modelli a una piazza e mezza, larghi 120-130 centimetri.

Le regole del guardaroba perfetto
Lifestyle

Le regole del guardaroba perfetto

Dal look alla location, all’allestimento interno al movimento dell’anta, guida alla scelta del contenitore più adatto.

1. Stile

Classico, romantico o design? Valorizzato da maniglie importanti oppure liscio e “mimetico” come una parete di casa? Alla stregua di un abito, l’armadio deve corrispondere al gusto personale. Al momento di scegliere, però, bisogna ricordarsi che si tratta di un investimento a lungo termine: deve durare negli anni e non si può dismettere a fine stagione come un vestito da poco.

Stabilite le dimensioni di massima, in relazione allo spazio disponibile e alla capienza necessaria al proprio guardaroba, l’estetica andrà valutata in base allo stile d’arredo della camera. Sempre meglio prepararsi all’acquisto documentandosi anche online dopo una prima selezione, il consiglio è di contattare l’azienda produttrice e chiedere l’indirizzo del punto vendita più vicino, per vedere ii prodotto di persona.

2. Struttura

Normalmente in legno, può essere in pregiato massello oppure in composito di vari tipi, dal tamburato al multistrato, fino al medium density per la finitura esterna si spazia dal tutto legno all’impiallacciato nelle varie essenze, ai più diffusi laccato e laminato in molteplici tonalità.

Anche la finitura a specchio ha i suoi fans, tra vanitosi e desiderosi di dilatare visivamente le dimensioni dell’ambiente con il gioco dei riflessi. Strategica la scelta fra le tre tipologie di anta. Le classiche a battente ruotano su cerniere come una porta e comportano ii relativo ingombro in apertura. Meno diffuse quelle a libro, ripiegabili (normalmente in due), per mantenere l’estetica delle ante battenti in metà spazio.

Di tendenza le scorrevoli (e la loro più tecnologica versione “complanare”), dai molteplici vantaggi: non occupano spazio, permettono di realizzare all’interno vani più ampi (in quanto privi delle spalle che reggono le ante tradizionali) e meglio attrezzabili. Inconvenienti? Non possono essere aperte simultaneamente per vedere tutto il contenuto dell’armadio.

3. Attrezzatura

Fondamentale per la sistemazione ottimale di abiti, pantaloni, golf, camicie e biancheria e per trovare con facilità ciò che si cerca anche la mattina presto, quando vestirsi e un’operazione da compiere a tempo di record. E’ bene stilare un elenco delle proprie esigenze prima di scegliere gli accessori interni, oggi sempre più personalizzabili.

Barre e ripiani andranno alternati tenendo conto della quantità di indumenti da appendere o da posare piegati, considerate anche il cambio di stagione. Indispensabili i cassetti per la biancheria, ma esistono pure sistemi scorrevoli per disporre ordinatamente le camicie o appendere i pantaloni.

Per un comodo accesso ai vani alti, utili i sistemi appendiabiti a barra reclinabile. Optional interessante: il sistema di illuminazione interna, che permette di distinguere a colpo sicuro forme e colori.

4. Posizionamento

Va deciso prima dell’acquisto, calcolando tutte le misure del locale, in particolare gli spazi residui tra armad1 e letto o eventuale cassettiera. In caso di dubbio, meglio chiedere al mobiliere di fare un sopralluogo, di norma già previsto al momento dell’ordine.

5. Cabina Armadio

Il sogno della donna (e dell’uomo, of course), che vorrebbe avere tutto a portata di vista. Un tempo si definiva cabina armadio un vano autonomo, grande almeno 3 mq. Oggi può essere configurata in questo modo anche solo una parte della camera o addirittura una singola parete, magari chiusa da ante scorrevoli.

Versatile, la cabina prevede una struttura base da attrezzare con barre, ripiani, cassetti. Libera la scelta tra dotazioni di lusso e semplicità low cost. Sempre preziose le scatole, in tessuto, cartone o plastica, per disporre capi delicati e di stagione.

Un tubo a LED per un'illuminazione perfetta
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Un tubo a LED per un’illuminazione perfetta

Di forma tubolare, il tubo a LED è un dispositivo di illuminazione con prestazioni sorprendenti. Le sue prestazioni sono di gran lunga superiori a quelle di un tubo fluorescente convenzionale. È possibile scegliere tra vari modelli di luce tubolare a LED. Tuttavia, ci sono alcuni parametri da considerare quando si acquista una lampada a LED.

Principio di funzionamento di un tubo a LED

Come qualsiasi dispositivo di illuminazione a LED, il tubo a LED contiene diodi luminosi. Non c’è gas o filamento nel tubo. Oltre al sistema elettronico costituito principalmente da diodi, esiste anche un chip LED. Questo assemblaggio permette la produzione di luce quando la corrente scorre. Va notato che la corrente elettrica va sempre in una precisa direzione che va dall’anodo al catodo. Altrimenti il tubo LED non si accende.

La lunghezza del tubo a LED è solo a scopo decorativo. In nessun caso la lunghezza del tubo LED influisce sulla potenza di illuminazione. La potenza è generalmente indicata sull’apparecchio stesso o sul suo involucro. È essenziale informarsi sull’efficienza luminosa del vostro tubo a LED. Più alta è l’efficienza luminosa, più la lampada ha una buona intensità luminosa. A titolo indicativo, un tubo a LED ha un’efficienza luminosa fino a 135 lumen per watt, mentre un tubo fluorescente ha un’efficienza luminosa di soli 70 lumen per watt.

Luce tubolare a LED, quali sono i vantaggi?

La luce tubolare a LED offre molti vantaggi agli utenti. Trattandosi di un dispositivo di illuminazione specifico di una casa passiva, rispetta prima di tutto l’ambiente. Il tubo LED non emette sostanze tossiche nell’atmosfera. Inoltre non produce luce ultravioletta.

Il tubo a LED consente un risparmio energetico minimo del 50%. Infatti, è sufficiente che la corrente passi affinché questo dispositivo produca luce. Inoltre, le perdite di energia sono molto basse.

Scegliendo un tubo a LED, si è sicuri di avere la luce per diversi anni senza dover sostituire il dispositivo. Mentre un tubo fluorescente ha una durata di vita di 10.000 ore, un tubo a LED dura tra le 25.000 e le 50.000 ore.

Scegliere il tubo a LED giusto

Per un tubo a LED T8 le lunghezze possono variare da 59 a 150 cm. Come già detto, questa lunghezza non influisce sulla potenza. Ogni modello ha il suo potere. È quindi essenziale informarsi su questa potenza ma anche sull’efficienza luminosa.

Per l’illuminazione dei salotti di casa, di solito si opta per un tubo T8 a LED con una luce bianca calda di 3.000 Kelvin o una luce bianca molto calda di 2.700 Kelvin. Se si vuole illuminare una sala professionale, è meglio optare per un tubo a LED a luce bianca fredda con una potenza luminosa di 4.000 Kelvin.

Un tubo T8 con un diametro di 26 mm ha una base G13. Ciò significa che lo spazio tra i 2 perni della base è di 13 mm. Tenerne conto in modo da non dover modificare l’impianto elettrico durante l’installazione del tubo LED.

Come un SEO specialist può aumentare la visibilità di un portale immobiliare
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Come un SEO specialist può aumentare la visibilità di un portale immobiliare

Molti settori commerciali sono stati oggetto di modifiche e trasformazioni, nel corso degli ultimi anni, grazie all’applicazione della tecnologia che ha reso possibile un cambiamento sostanziale nelle abitudini della nostra quotidianità: quando dobbiamo effettuare un pagamento, pagare una bolletta, fare un regalo o acquistare un prodotto per noi, sempre più spesso ci rivolgiamo ad Internet, che è uno strumento efficace, veloce, ed ormai anche sicuro, che ci permette di risparmiare molto tempo e denaro. Questi sono solo dei banali e semplici esempi che riguardano per lo più le cose semplici del nostro vivere quotidiano, ma in realtà molti settori sono stati trasformati con l’avvento di Internet e soprattutto della SEO, attraverso la quale oggi possiamo posizionare in prima pagina su Google il nostro sito web o il nostro e-commerce o la nostra attività. L’attività SEO è svolta in genere da SEO specialist, di cui puoi leggere qui approfondimenti.

Questo vale anche per il settore immobiliare, anch’esso sempre più presente in rete: questo non significa che il lavoro dell’agente immobiliare sia ormai finito, ma significa che il suo ruolo viene in qualche modo implementato dall’uso di Internet, che rappresenta anche per le agenzie immobiliare una risorsa in più, attraverso la quale far conoscere le case in vendita o in affitto ai potenziali acquirenti, rendendo così molto più veloce la compravendita anche per i venditori.

Grazie alla presenza delle agenzie immobiliari anche in rete, infatti, sia i venditori che gli acquirenti possono godere delle innovazioni tecnologiche offerte dal web: il venditore sa che la sua casa potrà godere di una vetrina molto più efficace rispetto a quella fisica e territoriale, e quindi potrà vendere molto più facilmente il suo immobile dal momento che esso arriverà più velocemente ad un’ampia varietà di persone; l’acquirente ha la possibilità di visionare in rete e quindi senza impegno le immagini e le descrizioni delle case in annuncio, facendo quindi una preselezione di ciò che interessa veramente e che può fare al caso proprio. Secondo alcune ricerche, per esempio, più del 90% degli utenti parte dalla ricerca in rete per trovare la casa dei propri sogni: e questo è un aspetto che non dobbiamo affatto sottovalutare perché ci comunica l’importanza della visibilità online anche per il settore immobiliare.

Tutto questo però è imprescindibile dalla SEO, dal momento che se un’azienda o un’agenzia non ha un sito web ottimizzato per il mondo online non va da nessuna parte: sembra crudo da dire, ma è davvero così. Se nessuno conosce il tuo sito web, nessuno verrà a cercarlo perché nessuno digiterà un indirizzo che non conosce: quindi, se il tuo sito web viene ottimizzato per Internet, con informazioni pertinenti, contenuti multimediali ottimizzati, inserimento di parole chiave, link building, e strategie non solo on page ma anche off page, c’è la reale possibilità di migliorare il posizionamento organico e quindi arrivare ad un pubblico sempre più vasto.

In poche parole, lo scopo del consulente SEO che opera per migliorare il posizionamento organico di un sito che riguarda un’agenzia immobiliare è quello di far sì che il sito web venga visto da più persone possibili, in maniera da ottenere visibilità, traffico organico e guadagni.

Affidarsi ad un consulente qualificato significa aver fatto già meta del lavoro: quindi, l’esperienza del tecnico specialista in SEO a cui ci affidiamo è fondamentale per far sì che i risultati siano ottimali, anche se (e questo è un aspetto davvero importante) i risultati di un lavoro anche fatto benissimo saranno visibili dopo qualche mese, e non nell’immediato.

Bisogna inoltre ricordare che l’ottimizzazione va fatta sia pensando a Google (e quindi seguendo le regole e le strategie che possono aumentare la capacità del sito di essere indicizzato e posizionato dal motore di ricerca) sia avendo come riferimento gli utenti, i loro bisogni, i loro dubbi e le loro necessità: un sito deve essere navigabile, veloce, ed intuitivo, soprattutto per rendere ottima l’esperienza di navigazione dell’utente e far sì che sia spinto a rimanere sul sito per cercare le informazioni di cui ha bisogno.

Dal punto di vista SEO, quindi, bisogna puntare su:

  • Ottimizzazione del sito web per le ricerche locali dei potenziali clienti, con keyword locali che permettano all’utente di trovare subito l’informazione di cui ha bisogno, e quindi di creare contenuti ad hoc. L’associazione a Google My Business (con una scheda locale ben dettagliata) potrebbe essere fondamentale in tal senso;
  • Ottimizzazione del sito web per la creazione dei contenuti, che sono fondamentali per informare l’utente e per trasformarlo in potenziale cliente: infatti, i testi devono essere non solo di qualità e non copiati, ma anche ricchi di dettagli informativi reali e pertinenti, e corredati di immagini (anch’esse ottimizzate in chiave SEO puntando sull’alt tag);
  • Ottimizzazione del sito web per navigazione da smartphone: infatti, il sito deve essere facilmente navigabile anche attraverso l’uso dello smartphone, e quindi deve essere mobile friendly. In caso contrario, un utente difficilmente rimarrà su un sito web che non è facilmente navigabile da smartphone e che presenta difficoltà di caricamento, cattive impostazioni del layout con caratteri piccoli, ecc;
  • Creazione di una buona e strutturata link building: la costruzione di link è fondamentale per ricevere traffico organico e naturale. Bisogna però tenere a mente un fatto importantissimo: infatti, i link devono essere sempre provenienti da portali autorevoli, e quindi pertinenti e coerenti con il settore ed i contenuti.